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Innovazione didattica

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Museo

Insegnare e apprendere al Museo

Il Dipartimento privilegia costantemente una didattica esperienziale, basata sulla visione diretta dell'oggetto di studio, come momento di riflessione sui caratteri formali, fisici, simbolici dell'opera. Gli insegnamenti storico-artistici,  ad esempio, hanno una consolidata estensione delle aule dei diversi plessi nel Museo regionale di Messina.  In questa sede, che rappresenta uno dei maggiori musei italiani, gli studenti e le studentesse sperimentano il valore della memoria, della custodia delle testimonianze del passato come ipoteca sul futuro. Museo e Università divengono perciò, nel progetto didattico del Dipartimento, il luogo della condivisione di una identità plurima, nella quale le differenze di stili, di forme, di espressione sono i segni di una polifonia culturale unica al mondo. Gli esiti formativi di questa didattica alternativa si riflettono nei risultati delle verifiche, generalmente pienamente positivi.

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Didattica nel territorio

Lezioni itineranti di Geografia – Messina

Obiettivi

Consapevolezza delle proprie radici

  • Essere in grado di riconoscere e raccontare aspetti della propria storia personale e culturale. 
  • Essere in grado di riflettere sulle proprie tradizioni e identità culturali. 

Promozione dell’interesse per la città di Messina

  • Essere in grado di individuare e descrivere elementi storici, culturali e artistici della città. 
  • Essere in grado di esprimere curiosità e apprezzamento per le peculiarità del territorio locale. 

Esperienza geografica e osservazione diretta

  • Essere in grado di esplorare e osservare spazi urbani e naturali in modo consapevole. 
  • Essere in grado di raccogliere informazioni pratiche sull’ambiente circostante attraverso attività di osservazione e documentazione. 

I luoghi dell’esperienza

  • Luoghi del terremoto della città di Messina (20 novembre 2025) 
  • Cripta del Duomo di Messina (27 novembre 2025) 

Percorsi didattici e culturali

  • Statua del Nettuno 
  • Faro del Montorsoli 
  • Luoghi della Palazzata 
  • Palazzo Reale 
  • Il Duomo 
  • Monte di Pietà 
  • Chiesa dei Catalani 

Metodologie

Le attività didattiche si basano su:

  • Osservazione diretta dei luoghi e dei beni culturali. 
  • Spiegazione e discussione per favorire la comprensione critica. 
  • Compiti di realtà e attività di ricerca, incoraggiando lo sviluppo del pensiero critico. 

Le metodologie sono incentrate su:

  • la conservazione dei beni culturali. 
  • l’analisi dell’impatto dell’attività umana e degli eventi naturali sul paesaggio urbano. 

Schede didattiche e verifica

Ogni percorso e attività sarà accompagnato da schede didattiche operative contenenti: 

  • informazioni storiche e geografiche dei luoghi visitati; 
  • domande di osservazione e riflessione guidata; 
  • compiti pratici di raccolta dati e documentazione fotografica o cartografica. 

Le schede serviranno anche come strumento di verifica per valutare: 

  • la capacità di riconoscere e descrivere gli elementi culturali e storici; 
  • l’abilità di osservare e documentare l’ambiente urbano e naturale;
  • la comprensione critica dei temi legati al territorio e alla sua storia.
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Avanguardie educative
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Visita studio

Visite Studio organizzate nella sede del C.U.M.O. (SR)

La visita studio si è configurata come un’esperienza formativa ad alto valore pedagogico, progettata nell’ambito degli insegnamenti di Pedagogia generale e Pedagogia critica (Prof.ssa D. Maviglia) e rivolta agli studenti del primo e del secondo anno del CdS in Scienze della Formazione nella sede del CUMO a Noto (SR). L’iniziativa ha inteso coniugare dimensione teorica e osservazione diretta dei contesti educativi, favorendo negli studenti partecipanti lo sviluppo di uno sguardo riflessivo e critico sulle pratiche educative e sui servizi territoriali. 

Il percorso si è articolato nell’A.A. 2025-2026 in più tappe, comprendendo la visita presso la comunità femminile “La Casa di Sara”, la comunità maschile “La Casa di Salvo” e il Centro Polifunzionale “Camminiamo insieme”, situati ad Avola (SR), mentre nell’A.A. 2024-2025 presso il Cantiere Educativo “Volere Volare” della Parrocchia S. Antonio Abate di Ispica (RG). Tali realtà rappresentano significativi presìdi educativi e socio-assistenziali impegnati nella promozione del benessere, dell’inclusione e della crescita personale di soggetti in condizioni di fragilità.

Durante la visita, gli studenti hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto diretto con una equipe composta da pedagogisti, educatori, psicologi e assistenti sociali, approfondendo modelli organizzativi, metodologie di intervento e pratiche educative adottate nei diversi contesti. Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi delle relazioni educative, delle dinamiche di gruppo e dei dispositivi pedagogici finalizzati alla costruzione di percorsi di autonomia e responsabilizzazione.

L’esperienza si è rivelata particolarmente significativa anche in termini di apprendimento situato, consentendo agli studenti di confrontare i contenuti teorici affrontati in aula con la complessità delle pratiche educative reali. In questa prospettiva, da un lato, la visita ha favorito la maturazione di competenze critiche, riflessive e progettuali, fondamentali per la futura professionalità educativa e, dall’altro, ha rappresentato un momento di integrazione tra sapere teorico e prassi educativa, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del ruolo sociale dell’educatore e l’importanza di un approccio pedagogico attento ai contesti, alle persone e alle loro storie di vita.

La visita studio, promossa nell’ambito dell’insegnamento di Pedagogia interculturale tenuto dalla Prof.ssa Domenica Maviglia nell’A.A. 2024-2025, ha coinvolto gli studenti del primo anno del Corso di Studi Magistrale in Scienze Pedagogiche in un’esperienza di apprendimento sul campo presso l’Help Center della Stazione Centrale di Messina. L’iniziativa si è configurata come un dispositivo didattico volto a integrare i quadri teorici affrontati in aula con l’osservazione diretta di pratiche educative e socio-assistenziali situate in un contesto ad alta complessità sociale e culturale.

L’Help Center rappresenta un presidio territoriale strategico per l’accoglienza, l’orientamento e il supporto a persone in condizioni di vulnerabilità, tra cui migranti, richiedenti asilo, persone senza dimora e soggetti in transito. In tale contesto, la dimensione della diversità si manifesta in forme molteplici — culturali, linguistiche, religiose e biografiche — rendendo l’interculturalità non un semplice ambito di intervento, ma una prospettiva trasversale e strutturante delle pratiche educative.

Durante la visita, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con operatori ed educatori impegnati quotidianamente nella gestione di situazioni complesse, caratterizzate da bisogni eterogenei e spesso intersecanti. È emersa con chiarezza l’importanza di competenze interculturali fondate sull’ascolto attivo, sulla sospensione del giudizio e sulla capacità di decodificare i vissuti degli utenti alla luce dei rispettivi contesti culturali di provenienza. In tal senso, l’intervento educativo si configura come uno spazio di mediazione, in cui la relazione diventa strumento privilegiato per la costruzione di percorsi di inclusione e riconoscimento reciproco.

La visita ha inoltre consentito di riflettere criticamente sul ruolo delle figure professionali dell’educatore e del pedagogista in contesti interculturali. Entrambe le professionalità sono chiamate a operare in una logica di progettazione flessibile e situata, capace di valorizzare le differenze come risorsa e non come ostacolo. In particolare, il pedagogista assume una funzione di analisi, coordinamento e supervisione dei processi educativi, contribuendo alla definizione di interventi che tengano conto delle dinamiche interculturali e delle disuguaglianze strutturali. L’educatore, dal canto suo, agisce in prima linea nella relazione con l’utenza, mettendo in atto pratiche di accompagnamento, empowerment e sostegno all’autonomia.

L’esperienza si è rivelata altamente significativa sotto il profilo formativo, poiché ha favorito negli studenti lo sviluppo di una consapevolezza critica rispetto alle sfide poste dalla contemporaneità, caratterizzata da mobilità umane, pluralità identitarie e processi di inclusione/esclusione. In questa prospettiva, la visita studio ha rappresentato un’occasione privilegiata per comprendere come l’interculturalità non sia un ambito settoriale della pedagogia, ma una chiave interpretativa fondamentale per leggere e orientare l’azione educativa nei contesti complessi.

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Il Dipartimento promuove l’innovazione didattica attraverso l’integrazione di tecnologie immersive e sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di sviluppare ambienti di apprendimento più coinvolgenti, personalizzati e orientati all’esperienza.

In questo ambito operano gruppi di ricerca multidisciplinari che, combinando competenze provenienti dalle scienze cognitive, psicologiche, educative e informatiche, studiano l’impatto di realtà virtuale e aumentata, ambienti 3D e strumenti di AI sui processi di apprendimento. Le ricerche e le sperimentazioni riguardano anche contesti caratterizzati da condizioni di vulnerabilità, come i percorsi di riabilitazione, contribuendo allo sviluppo di soluzioni inclusive e accessibili.

Gli studenti partecipano attivamente a queste attività attraverso tirocini e laboratori, entrando in contatto diretto con pratiche di ricerca e sperimentazione e sviluppando competenze avanzate nell’uso critico delle tecnologie.

All’interno di questo ecosistema, laboratori come lo HuM-HI Lab (humhilab.unime.it) rappresentano contesti di sperimentazione per modelli innovativi di interazione tra intelligenza umana e artificiale, con applicazioni che spaziano dalla didattica alla valorizzazione del patrimonio culturale.

L’approccio del Dipartimento si fonda su una visione della didattica come spazio di sperimentazione, in cui tecnologie e metodologie si integrano per sostenere lo sviluppo di competenze critiche e digitali nei contesti della società, sempre più permeata dalle nuove tecnologie.